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Venezia multirazziale da sempre, accoglie in laguna chi Veneziano non è.
Introduzione all'itinerario I "foresti" portano le loro idee, il loro bagaglio culturale integrandosi con la città. E i risultati sono sorprendenti.
VENETO
VE
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A piedi, vaporetto
Figlio di un militare francese, dopo anni d’esperienza in patria durante la quale il vetro diventa espressione della sua scultura, a metà degli anni ’80 approda a Murano, nell’atelier del maestro vetraio Mario Badioli. Nasce così un’intensa attività di ricerca che lo porta ad aprire un suo studio: luogo magico, di trasparenze, forme e luce. E proprio alla luce s’ispira la sua arte, tra lampadari, applique e abatjour stravaganti e inusuali.
Fotografo, scenografo, pittore, artista tessile: questo e molto di più era Mariano Fortuny. Il suo elegante atelier in un antico palazzo gotico, donato al Comune di Venezia dalla moglie Henriette, racchiude le sue innumerevoli opere. Il Museo, tuttavia, è destinato ad accogliere tutte le forme di comunicazione visiva, raccogliendo così l’eredità culturale basata su sperimentalismo e innovazione del grande artista spagnolo.
Museo Fortuny
San Marco 3780 – Campo San Veneto
Dopo il Museo Fortuny, la visita alla Fabbrica di Tessuti Fortuny è una tappa obbligata. Recentemente trasformata in show room, è il tempio dell’arte tessile. Colori, sfumature, contrasti, l’impalpabile consistenza di sete e velluti stampati a mano: un inno alla bellezza senza tempo.
Fabbrica di Tessuti Fortuny
Giudecca 805
Marie Brandolini è la reinterpretazione francese dello stile Fortuny applicato al vetro. A lei si deve la riscoperta dei “goti di fornasa”, bicchieri che venivano cotti nelle fornaci di Murano usando la pasta di vetro recuperata dai crogiuoli. Umili, unici, tutti diversi i goti hanno filamenti, macchie e sfumature coloratissime. Ognuno ha una sua distinta personalità. Tutti abbelliscono le ricche tavole veneziane.
L’Angolo del Passato
Dorsoduro 3276
Ha poco più di trentacinque anni e viene dall’Austria. Artigiana geniale, dal 2003 Gabriele Gmeiner realizza calzature classiche su misura nella sua bottega al Campiello del Sol. È diplomata al Cordwainers College di Londra e al Centre Formation Technologique Grégoire di Parigi. Grazie a manualità e creatività realizza calzature di rara bellezza.
La Bottega di Gabriele
San Paolo 951, Campiello del Sol
Salama Safwat è un egiziano con le idee chiare. In piena laguna, al Sestante Dorsoduro, gestisce il Ristorante La Dona Onesta, antica trattoria veneziana. Safwat offre la semplicità e l’autenticità del tipico menù tradizionale, ricco di pesce e pasta. Gli stranieri apprezzano sia l’atmosfera che la cucina. I Veneziani sono degli habitué, per via dell’ambiente informale. Da non perdere: le Sarde in Saòr.
Ristorante La Dona Onesta
Dorsoduro 3922 – Venezia
Links
www.donaonesta.com