Gli itinerari dello sfizio
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Autore PUGLIALOVERS

Data05/06/2009

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ITINERARIO 'FORNELLO PRONTO' PUGLIA

Alla scoperta della Puglia gustosa e autentica

L’itinerario del “Fornello pronto” tra Murge e Valle d’Itria Il percorso: Laterza; Cisternino; Martina Franca; Locorotondo; Alberobello; Noci; Sammichele di Bari; Santeramo in Colle.

Introduzione all'itinerario L'itinerario "Fornello Pronto" è realizzato da PugliaLovers.it (www.puglialovers.it) con la collaborazione di Viaggiare in Puglia (www.viaggiareinpuglia.it). L’itinerario del “Fornello pronto” è un modo insolito e altamente gustoso per visitare e apprezzare una delle zone più belle di Puglia: la Valle d’Itria e le Murge sud-orientali, intervallando alta e sapiente gastronomia a paesaggi unici di inestimabile valore.

Regione

PUGLIA

Provincia

BA

Tappe

9

Mezzo

Auto, Bici, Moto


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LATERZA

Laterza, sita sull'anfiteatro delle murge, nella parte nord-ovest della provincia jonica, si trova ad una quota di 340 metri sul livello del mare. La gravina di Laterza è l'esempio più spettacolare, aspro, selvaggio, tra quelle dell'arco jonico, in quanto è caratterizzata da una profondità di 200 metri circa, un'ampiezza di circa 500 metri ed una lunghezza superiore ai 12 chilometri. Per tale motivo è annoverata tra i più grandi canyons d'Europa. Gli incredibili risultati del fenomeno carsico, le pareti a strapiombo, la vegetazione a "macchia mediterranea", la rendono particolarmente suggestiva, un'area di notevole interesse ambientale. DA SEGNALARE A LATERZA - Le chiese rupestri (Cantina Spagnola; Chiesa rupestre San Vito; Chiesa rupestre Cristo Giudice; Chiesa rupestre San Giacomo; Chiesa rupestre Sant’Eligio; Chiesa rupestre Santa Caterina; Chiesa rupestre San Leucio); - Il palazzo marchesale del XVI secolo; - Le fonti di acqua sorgiva: la fontanta Medievale, la fontana Candile, la fontana Imperatore. Laterza è terra di tradizioni con i suoi antichi forni per la cottura del pane, con le sue fornaci per la cottura delle maioliche, con i suoi fornelli per la cottura delle carni di agnello. Vi si produce un pane la cui ricetta tramandata di padre in figlio è oggi tutelata dal Marchio Collettivo di Qualità. IL PANE DI LATERZA Il Pane di Laterza con le focacce e le friselle è prodotto dai panificatori laertini secondo una ricetta antica, utilizzando grano di semola rimacinata, lievitato lentamente e naturalmente e cotto in forni a legna riscaldati con legna aromatica i cui residui una volta raggiunta la temperatura di 400 gradi, vengono eliminati per dare posto prima alle focacce e poi alle friselle e alle forme di pane (dette panelle) da uno, due e quattro chili di peso per le varie esigenze dei consumatori. Nel 1998 grazie ad un intesa tra Comune di Laterza e i più antichi panificatori è nato il Consorzio Pane di Laterza, per tutelare, valorizzare e promuovere il prodotto Laertino. Per la bontà del suo pane, la città Laterza è entrata nell'Associazione Città del Pane che ha tra i suoi scopi quello di promuovere il riconoscimento e la valorizzazione dei pani e di tipologie specifiche di pane legate a determinati territori. LA CERAMICA DI LATERZA Laterza, come tutta l'Italia meridionale, ha avuto influenze culturali sin dall'età eneolitica, ed ha visto in essa nascere e diffondersi, col trascorrere dei secoli, una vera e propria tradizione: la ceramica. Il susseguirsi, poi, delle sopravvenzioni etniche e lo sviluppo graduale della lavorazione stessa hanno permesso alla ceramica di acquisire nuove conoscenze di tipo tecnico ed ornamentale. Il pieno sviluppo dell'arte ceramica locale si verifica intorno al 1600-1700: la figulina laertina di tale periodo è definita "Maiolica artistica". La ceramica laertina è tutelata dal marchio CAT "Ceramica Artistica Tradizionale" istituito nel giugno del 1997 con decreto del ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. LA TRADIZIONE DEL FORNELLO Laterza è il posto ideale per gustare un fornello ottimo che presenta ricette originali come il marro (frattaglie di carne avvolte nelle budella di agnello o capretto e cotto in forno) o ricette più classiche come i pezzi di agnello o capretto allo spiedo.La carne al fornello di Laterza è inserito nella banca dati dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

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Negozio/Locale

1. Rosticceria Verdano; 2. Macelleria Rosticceria Giuliano

Info Aggiuntive

1. Rosticceria Verdano – Via Roma 43; 2. Macelleria Rosticceria Giuliano – Via Emanuele Filiberto 28

Telefono

1. Rosticceria Verdano 099 8216117; 2. Macelleria Rosticceria Giuliano 099 8296161

Links
www.macelleriarosticce riadagiuliano.com

 
 

CISTERNINO

Il comune di Cisternino si affaccia sulla splendida Valle d'Itria, nell’area sud-orientale della Murgia detta “dei Trulli” nota per la presenza di trulli, campi coltivati, ulivi secolari e muretti a secco. Caratteristico è il borgo storico con i suoi quattro quartieri di Bère Vècchie, Scheledd, u Pantène,l’Isule che compongono il piccolo dedalo di vie e slarghi. Il nucleo storico è movimentato dalle case addossate irregolarmente le une alle altre, dai vicoli ornati di gerani, da archi, scalette, balconcini e mascheroni in pietra che costituiscono alcuni degli elementi di un’architettura spontanea nata in epoca medievale. Dal punto di vista paesaggistico-naturalistico Cisternino, insieme a Locorotondo, Martina Franca e più a sud Ceglie Messapica, fa parte della Valle d’Itria una depressione morfotettonica che è l’area della Murgia dei Trulli in cui si incontra la maggiore densità di trulli rurali (circa 70 per km2).Il fil rouge è la dura pietra locale declinata a formare muretti a secco, masserie storiche, specchie, cianche e cummerse (case con tetto a spioventi). Abitato fin dai tempi del Paleolitico superiore, la fondazione di Cisternino è attribuita dalla leggenda a Sturnoi, compagno di Diomede. Dopo aver partecipato alla lega messapica contro Taranto, divenne centro romano con il nome di Sturninum, probabilmente distrutto nel 216 a.C. durante le scorrerie di Annibale in Puglia. I monaci basiliani, venuti dall’Oriente nell’VIII secolo, notarono in queste contrade le rovine dell’antico centro e ad esse si riferirono quando, volendo localizzare la badia di rito greco da essi edificata proprio dove oggi sorge la chiesa matrice, la indicavano come "San Nicolò cis-Sturninum", da cui deriva il nome attuale della città. DA SEGNALARE A CISTERNINO - Torre Amati; - Torre Capece o del Vento; - Torre Normanno-Sveva di Porta Grande antico ingresso al paese: alta circa 17 metri, sulla sua sommità è posta una piccola statua di S. Nicola; - Santuario della Madonna d’Ibernia sito archeologico con reperti romani e medioevali dove la popolazione si reca il Lunedì di Pasqua con un dolce a forma di borsetta con due uova sode per gli uomini e a forma di bambola con un uovo sodo nel grembo per le donne. Questo dolce caratteristico, denominato "u chrruchl", ha valore simbolico e propiziatorio. LA TRADIZIONE DEL FORNELLO A Cisternino tantissime e buonissime sono le rosticcerie ben attrezzate per gustare i fornelli e soprattutto la ricetta locale delle “bombette”.

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Negozio/Locale

1. Rosticceria Fornello Pronto; 2. Rosticceria Antico Borgo; 3. Arrosteria del vicoletto; 4. Fornello Pronto

Info Aggiuntive

1. Rosticceria Fornello Pronto di Pietro Demola – Via Duca d’Aosta 3; 2. Rosticceria Antico Borgo – Via Tarantini 9; 3. Arrosteria del vicoletto - Via Giulio II 6; 4. Fornello Pronto - Via Basiliani 18;

Telefono

1. Rosticceria Fornello Pronto Tel. 080 4448300; 2. Rosticceria Antico Borgo Tel. 080 4446400; 3. Arrosteria del vicoletto Tel. 080 4448063; 4. Fornello Pronto Tel. 080 4446431

 
 

MARTINA FRANCA

Martina Franca, in provincia di Taranto, si trova sulle colline orientali della Murgia a uguale distanza dallo Jonio e dall’Adriatico. I trulli della Valle d’Itria che le fanno da cornice furono costruiti nelle fasi di espansione contadina fuori dal centro abitato; sono esempi della tecnica costruttiva della pietra a secco, oggi perfettamente conservati. Tutt’intorno una fertile campagna dai colori brillanti incorniciata da splendidi muretti a secco usati ancora oggi dai contadini per delimitare le coltivazioni. Cittadina vivace resa unica da un centro storico “barocchetto” che vede il suo apice nel Palazzo Ducale e nella collegiata di San Martino oltre che in mirabili portali, facciate, finestre, archivolti scolpiti. Tra le feste tradizionali è imperdibile la festa patronale estiva di San Martino (prima settimana di luglio) durante la quale vengono portate in processione le statue di San Martino e di Santa Comasia. La tradizione vuole che la statua di Santa Comasia debba sempre sfilare per prima, in caso contrario la statua di San Martino si appesantirà fino a divenire intrasportabile. Una citazione meritano anche due prodotti tipici della zona: il vino Martina franca DOC ed il capocollo, un salume proveniente da carne di maiali allevati nei boschi che circondano Martina Franca. DA SEGNALARE A MARTINA FRANCA - Bosco delle Pianelle; - Palazzo dell’Università; - Palazzo Ducale; - Palazzo Marino Motolese; LA TRADIZIONE DEL FORNELLO Tantissime sono a Martina Franca le macellerie e le rosticcerie dove è possibile gustare in loco un ottimo fornello pronto. La preparazione del fornello tipico di Martina Franca prevede lunghi spiedi in cui si alternano fegatini, salsiccia, bombette, straccetti di maiale e pezzi di agnello.

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Negozio/Locale

1. Macelleria U Salvasod; 2. Il Rifugio

Info Aggiuntive

1. Macelleria U Salvasod (qui si mangia rigorosamente in piedi; la carne dallo spiedo viene appoggiata direttamente sull’unico tavolo dove i commensali mangiano con le mani). Nessun recapito. Arrivati a Martina Franca chiedete a qualcuno del posto. 2. Il Rifugio – Vicolo Terzo Pietro Cossa

Telefono

2. Il Rifugio Tel. 080 4305342

 
 

LOCOROTONDO

Il paese, a pianta circolare (da cui il nome) posto sulla sommità di un poggio, nel cuore della Murgia dei Trulli, sorge al crocevia di tre province: Bari, alla quale appartiene, Taranto e Brindisi. La fondazione della città risalirebbe a parecchi secoli prima di Cristo, ad opera dei coloni greci. Di notevole interesse sono i festeggiamenti per il patrono San Giorgio Martire e, soprattutto, quelli per il protettore, San Rocco, il 15, 16 e 17 Agosto. La sera del 16 agosto, a mezzanotte, si esegue una gara molto suggestiva di fuochi pirotecnici. L’impresa vincitrice ripropone la propria sequenza pirotecnica la sera successiva al termine della festa. DA SEGNALARE A LOCOROTONDO - Chiesa Madre, dedicata a S. Giorgio, risalente al XVII secolo; - Palazzo Morelli; - Chiesa della Madonna della Greca, in forme gotiche; - Contrada San Marco da cui si accede all’affascinante depressione chiamata canale di Pirro: una conca carsica avvolta tra i boschi e ammantata di viti , nel fondo della quale spiccano i profili di alcune tra le più antiche e interessanti masserie dell’area. LA TRADIZIONE DEL FORNELLO La carne al fornello di Locorotondo si presenta come spiedoni di agnello e agnellone cotti in forno. La carne di agnello ed agnellone viene tagliata a pezzi del peso di 80 -100 grammi circa, ed infilata in spiedoni d’acciaio lunghi 70 cm e larghi 2 cm. Viene quindi cotta all’interno di un forno quadrato. All’interno del forno, sul lato sinistro, vi è una base rialzata di cinque centimetri dove è posizionato il carbone di quercia o leccio in quantità tali da produrre una temperatura all’interno di circa 170° - 190°, per la durata di 1 ora circa. Per i primi 40 minuti lo spiedo è tenuto sulla destra del forno in posizione verticale, e successivamente avvicinata al fuoco, per consentire la doratura restando sempre in posizione verticale. La carne al fornello di Locorotondo è inserito nella banca dati dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

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Negozio/Locale

1. La Braceria; 2. Braceria Gianfrate

Info Aggiuntive

1. La Braceria - Via Cesare Battisti, 28; 2. Braceria Gianfrate - Via Madonna della Catena

Telefono

1. La Braceria Tel. 080 4317282; 2. Braceria Gianfrate Tel. 080 4311765

 
 

ALBEROBELLO

Alberobello, patrimonio Unesco, è reso unico da un agglomerato di circa 1400 trulli, abitazioni costruite con pietra a secco, base imbiancata con calce viva e tetto a forma di cono costituito da pietre a vista, non sparsi nella campagna ma riuniti in due rioni urbani. Alberobello è infatti l’unico centro a conservare il nucleo storico interamente composto da trulli. Internamente i trulli presentano un vano centrale a pianta quadrata, comunicante tramite arcate con gli altri vani della casa. Molti dei trulli nel centro storico sono visitabili. I tetti conici sono spesso abbelliti con iscrizioni decorative di varia forma tracciate con latte di calce, raffiguranti simboli zodiacali o religiosi. DA SEGNALARE AD ALBEROBELLO - Trullo Sovrano, il trullo più alto del paese, è a due piani e ospita un museo; - Chiesa di San Antonio, a forma di trullo, con un ingresso monumentale, l'aula principale a croce greca e le cappelle laterali con copertura a volte a vela; - La “casa d’amore”, oggi prezioso punto d’informazione turistica, è il primo edificio nell’intera cittadina costruito con materiali leganti, quali calce e malta, come indicato dall’iscrizione del 1797 posta accanto alla porta d’entrata; - la basilica minore dei Santi Medici, che ospita le immagini della Madonna di Loreto e dei santi patroni Cosma e Damiano, festeggiati il 27 e il 28 di settembre.

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Negozio/Locale

1. Miccolis Pasquale Macelleria - Fornello Pronto

Info Aggiuntive

1. Miccolis Pasquale Macelleria - Fornello Pronto Piazza XXVII Maggio 12 - Alberobello

Telefono

1. Miccolis Pasquale Macelleria - Fornello Pronto Tel. 0804321956

 
 

NOCI

Noci si trova a metà strada tra Bari e Taranto, sul promontorio delle Murge, tra Putignano, Alberobello e Gioia del Colle, a 420 metri sul livello del mare. Inserita nel circuito denominato comprensorio dei trulli e delle grotte, deve il suo nome ai numerosissimi alberi di noci esistenti anticamente nella zona. Il patrimonio boschivo è indubbiamente uno degli elementi naturalistici più caratterizzanti del suo territorio. Il fragno (Quercus Troiana) ha rappresentato l’unica risorsa ambientale ed economica dei primi coloni. Nel vasto agro di Noci sono presenti numerose masserie, impreziosite da vari elementi architettonici (copertura a pignon, a trulli, mista a pignon e trulli, a forma cubica). La maggior parte di queste sono state adibite ad aziende agricole e zootecniche. Dalla vocazione zootecnica trae impulso il comparto agroalimentare. I caseifici producono la celebre mozzarella treccina e i salumifici confezionano la famosa coppa della Murgia. Sviluppato è il polo del cioccolato. Gli studiosi fanno risalire le sue origini all’età medievale. Secondo una leggenda, Filippo d’Angiò fece edificare la prima chiesa in segno di riconoscenza, dopo essersi salvato da un uragano riparandosi sotto un albero di noci. DA SEGNALRE A NOCI Abbazia Madonna della Scala, con annesso convento benedettino. L’abbazia benedettina include un laboratorio di restauro del libro, nel quale furono recuperati molti volumi danneggiati durante l’alluvione fiorentina del 1966; - Chiesa di Barsento (risalente al VI sec. d.c.); - Chiesa dei Cappuccini nella quale si trova una pregevole tela di Luca Giordano dedicata alla Madonna col Bambino; - Chiesa di Santa Maria della Croce realizzata nel 1470 che ospita una caratteristica festa la notte del 31 maggio. LA TRADIZIONE DEL FORNELLO A Noci l’uso del fornello è legato alla tradizione del comprarlo in macelleria e gustarlo a casa ma può risultare molto interessante assaporarlo mangiandolo direttamente dalla carta oliata in una sera d’estate seduti su una comoda panchina del centro storico oppure in alcune macellerie dove è possibile gustarlo in loco. La preparazione comprende tutte le ricette classiche: gnumurieddi; zampina; pezzi di agnello e ali di pollo.

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Negozio/Locale

1. Macelleria Rosticceria Lo Sfizietto del Mangiar Carne; 2. Macelleria Scarano

Info Aggiuntive

1. Macelleria Rosticceria Lo Sfizietto del Mangiar Carne – Via Palmiro Togliatti 19 2. Macelleria Scarano – Via Vittorio Emanuele 15

Telefono

1. Macelleria Rosticceria Lo Sfizietto del Mangiar Carne Tel. 080 4979360; 2. Macelleria Scarano Tel. 080 4977315

 
 

SAMMICHELE DI BARI

Sammichele di bari fu fondato nel 1615 dal feudatario Michele Vaaz e originariamente fu popolato d una colonia di serbi. L’abitato si sviluppò attorno al preesistente Castello, rimaneggiato nel 1675. DA SEGNALARE A SAMMICHELE DI BARI - Castello Caracciolo dove ha sede il Museo della civilta' contadina "Dino Bianco”; - Arco dell'orologio. La torre fu costruita nel 1878 sulla porta del vecchio borgo. Guardando la facciata, sono visibili tre ordini divisi di trabeazione. In basso è la grande porta di accesso al borgo con arco a tutto sesto. Al centro, l'orologio ed in alto il campanile a vela con bifora e volute laterali; - Abbazia di s. Angelo in Frassineto; - Casa la rocca. Risalente alla fine ottocento inizio novecento è situata in pieno centro storico. Ristrutturata nel 2006 ha come destinazione d'uso, ufficio di ricezione del Museo della Civiltà Contadina e laboratorio di restauro di reperti. LA TRADIZIONE DEL FORNELLO Sammichele di Bari è rinomata per la preparazione della famosissima zampina (salsiccia sottile) che qui si prepara con punta di petto o pancetta di bovino, pancetta di agnellone grasso, ritagli di suino che vengono condite con formaggio di latte vaccino, prezzemolo e basilico triturati insieme con le carni, pelati di pomodoro (150 g per chilogrammo), pepe quanto basta e sale (12 g per chilogrammo) e si presenta a forma di spirale ed è fermata da spiedini. Le dimensioni sono di 70-100 cm per kg di prodotto. Ha un colore rosso più o meno intenso. E' commercializzata sotto forma di prodotto sfuso in piccole e medie macellerie. Generalmente, la zampina si arrotola in spire e si cuoce al fornello oppure alla brace. Alla zampina è legata una importante manifestazione della cucina tipica regionale. La Sagra della Zampina è sorta nel 1967 con il fine di promuovere e commercializzare i prodotti tipici di Sammichele di Bari, grazie agli operatori del settore che, attenti alle tradizioni popolari, continuano a credere nella tipicità e qualità dei prodotti alimentari. La zampina è conosciuta per il suo particolare gusto e per il tradizionale protocollo di produzione.

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1. Al Borgo Antico Di Labrocca Rocco

Info Aggiuntive

1. Al Borgo Antico Di Labrocca Rocco - Via Giulio Cesare

Telefono

1. Al Borgo Antico Di Labrocca Rocco Tel. 080 8917227

Links

 
 

SANTERAMO IN COLLE

Grosso centro agricolo in posizione elevata. Prende il nome dal patrono s. Erasmo di Antiochia, il cui culto è stato qui introdotto dai benedettini, attorno al cui convento si sviluppo il villaggio. Grazie alla presenza di condizioni favorevoli alla vita quali clima mite, acqua, boschi e grotte, il territorio santermano ha ospitato sin dall’antichità numerose popolazioni che in questi luoghi trovarono un habitat ideale. Tutte le civiltà succedutesi sulla Murgia, dai popoli neolitici ai peuceti, dai greci ai romani, dai longobardi e bizantini ai normanno-svevi, occuparono i punti più elevati del territorio santermano come posti di avvistamento e controllo, installandovi piccoli insediamenti abitativi fortificati. La parte meridionale dell’agro santermano è interessata tuttora dal percorso dell’antica via Appia nel tratto tra Venusia e Taranto. Il nome attuale deriva dal patrono Erasmo, vescovo di Antiochia, martire nell’età dioclezianea che secondo la leggenda l’avrebbe fondata attraversando la via Appia. DA SEGNALARE A SANTERAMO IN COLLE - Chiesa Madre; - Palazzo Marchesale S. Erasmo, con paramento a bugnato del 1576; - Chiesetta di S.Eligio fondata nel 1056; - Chiesa del Carmine con resti ogivali dove sono le cosiddette catacombe di S. Patrizio; - Monastero i Minori. Di grande interesse naturalistico sono i Boschi della Gravinella e della Parata, che vedono la presenza di varie specie di querce come la roverella, il fragno ed il leccio. Da segnalare, inoltre, la presenza nel territorio di Santeramo di una delle più vaste concentrazioni d’Italia del Falco grillaio (Falco naumanni), rapace estremamente adatto agli ambienti di steppa della Murgia. LA TRADIZIONE DEL FORNELLO Santeramo in Colle è famosissima in tutta la Murgia per gli allevamenti e per le ottime carni di asino e cavallo alla brace o al fornello. Le superbe specialità del fornello pronto di Santeramo in Colle sono le “braciole” di asino e il cavallo arrosto.

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1. Mimmo e Valeria Macelleria Rosticceria Carne equina; 2. Vucciaria di Lauria Giuseppe

Info Aggiuntive

1. Mimmo e Valeria – Via Iacoviello 47; 2. Vucciaria – Via Roma 202

Telefono

1. Mimmo e Valeria Tel. 080 3039636; 2. Vucciaria Tel. 080 3039641

Links
www.mimmoevaleria.it

 
 

DOVE SOGGIORNARE

LE MIGLIORI STRUTTURE PER VIVERE AL MEGLIO L'ITINERARIO “FORNELLO PRONTO” 1- B&B Mille Fiori C.da Specchia 33 72014 Cisternino (BR) Tel. 080 4441227 http://www.bbmillefiori.eu millefiori@bbmillefiori.eu 2. B&B Il Viottolo Strada provinciale Alberobello – Noci 70015 Noci (BA) Tel. +39 0804977293 http://www.ilviottolo.net info@ilviottolo.net 3. MASSERIA Chiancone Torricella Strada Trasconi Chiancone 74015 Martina Franca - Valle dei Trulli Tel. + 39 080 449 06 00 - 3341171324 Fax + 39 080 449 01 88 http://www.masseriachiancone.it info@masseriachianchione.it 4. ALBERGO DIFFUSO Sotto Le Cummerse Via Vittorio Veneto 138 70010 - Locorotondo (BA) Tel. +39 080 4313298 Fax: +39 080 8490490 http://www.sottolecummerse.it info@sottolecummerse.it 5. B&B PIETRA DIMORA Via Monte San Marco 28 70011 Alberobello (BA) Tel. +39 0804324370 http://www.pietradimora.it info@pietradimora.it

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Negozio/Locale

LE STRUTTURE CONSIGLIATE DA PUGLIALOVERS.IT

Info Aggiuntive

Links
www.bbmillefiori.eu
www.ilviottolo.net
www.masseriachiancone. it
www.sottolecummerse.it
www.pietradimora.it

 
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