
Per ogni tua domanda sul funzionamento del sito clicca qui oppure consulta le FAQ.
Se invece riscontri dei problemi tecnici o hai consigli su come migliorarci, contattaci tramite questo form.
Non c'è periodo migliore per visitare la Genova di De Andrè! Dalla mostra a lui dedicata ai luoghi che parlano di lui e della sua musica...senza tralasciare le delizie del palato.
Introduzione all'itinerario
Lo scopo di questo itinerario è quello di far visitare il centro storico di Genova e le sue meraviglie, sulle note delle poesie di De Andrè
LIGURIA
GE
5
Macchina, treno...ma pricipalmente piedi!
Prima tappa del nostro viaggio sulla scia del grande cantautore genovese è senza dubbio la mostra a lui dedicata, prorogata fino al 21 giugno, allestita all'interno del maestoso Palazzo Ducale. Raggiungerlo è semplice: per chi viene in macchina è consigliato il parcheggio (a pagamento) Piccapietra. Per chi invece sceglierà il treno (presentando il biglietto alle casse, si potrà usufruire di uno sconto), è consigliata la stazione Genova Brignole e da qui ci sono 2 diverse soluzioni per raggiungere il punto di partenza della nostra passeggiata. La prima è quella di raggiungere Palazzo Ducale a piedi, passando per Via San Vincenzo e Via XX Settembre (dando magari un'occhiata alle vetrine per prendere spunto per un pò di shopping) e raggiungendo piazza De Ferrari; la seconda (indicata per i più pigri e a chi ha proprio fretta di arrivare!) è quella di prendere un autobus dal piazzale antistante alla stazione: numerosi sono i bus che portano a Piazza De Ferrari. Una volta visitata la mostra può essere piacevole fermarsi per una pausa caffè o per uno (squisito!) spuntino al "Mentelocale" un locale molto caratteristico e alla moda che si trova proprio sotto il loggiato di Palazzo Ducale: dal dehors, fra gli archi, è possibile godere della vista della maestosa fontana di Piazza De Ferrari, dove sarà d'obbligo fermarvi per le foto di rito. Una visita meriterebbe anche il Carlo Felice, uno dei teatri lirici più belli d'Europa e dove anche De Andrè si è esibito. In quell'occasione, dopo aver goduto dell'esibizione, Giorgio Forattini disse: "Sono turbato, è uno spettacolo straordinario..." (da "Il secolo XIX" del 11 dicembre 1997).
Mentelocale
Piazza Matteotti Giacomo, 5 Genova
010 5959648
Links
www.palazzoducale.it
www.carlofelice.it
www.mentelocale.it
Dopo di che, da piazza De Ferrari, passando di fronte all'entrata di Palazzo Ducale, si scende per via San Lorenzo fino ad arrivare al Duomo, altro capolavoro architettonico che non si può fare a meno di ammirare e magari anche visitare. All'interno si trova infatti il famoso "Tesoro di San Lorenzo", fra cui spicca per notorietà il cosiddetto "Sacro Catino", che per lungo tempo si è pensato fosse di smeraldo e che per secoli fu celebrato come reliquia dell'ultima cena. Se usciti dalla cttedrale il vostro stomaco di farà già sentire...allora è consigliato il ristorante-wine bar "Sopranis"
Sopranis
Piazza Valoria, 1r
Ma quando si parla della Genova di De Andrè, si parla soprattutto dei vicoli del centro storico e di mare, che spesso sono i protagonisti delle sue canzoni. E' bello perdersi nel dedalo di "caruggi" e lasciarsi incantare dalla curiosa armonia creata dalla mescolanza del dialetto genovese e dagli idiomi esotici che si intrecciano in questa città sempre più multietnica. E' d'obbligo lasciarsi tentare dall'invitante profumo che esce dalle botteghe dei panettieri, e deliziare il palato con un pezzo della famosa focaccia genovese. Per giungere in Via del Campo, lasciandosi la Cattedrale di S. Lorenzo sul lato destro, si imbocca Via della Scurreria. Al termine si deve girare a sinistra in Via Campetto e poi di nuovo a sinistra in Via degli Orefici. Per i più nostalgici è consigliata una breve deviazione in Via di Soziglia, dove si trova la confetteria storica "Romanengo Pietro fu Stefano" una delle più famose d'Italia. Per i più golosi, sono imperdibili i caffè ed i cappuccini ricchi di panna e creme varie del "Caffè degli Orefici", che si trova sulla sinistra quasi infondo alla via omonima. Alla fine di via degli Orefici si trova Piazza Banchi, una delle piazzette più caratteristiche della Genova antica; da ammirare, per la sua facciata policormatica e per la sua struttura inusuale (è stata costruita sopra i negozi), la Chiesa di San Pietro in Banchi. A questo punto si gira a sinistra in Via San Luca e si prosegue sempre diritti, fino a giungere in Via del Campo, un tempo luogo ci contrabbando e meretricio, a cui De Andrè ha dedicato una celeberrima canzone. "Via del Campo c'è una graziosa, gli occhi grandi color di foglia, tutta la notte stà sulla soglia, vende a tutti la stessa rosa". (da "Via del Campo", di Fabrizio De Andrè") Qui si trova il negozio di dischi di Gianni Tassio, grande amico di Fabrizio de Andrè che frequentava il negozio fin da giovane. L'atmosfera è magica: dal negozio escono le note delle canzoni del cantautore, e in vetrina si possono ammirare le copertine originali di tutti i suoi dischi. All'interno è poi conservata ed esposta la chitarra Esteve appartenuta a De Andrè ed acquistata dallo stesso Tassio ad un asta a favore di Emergency (il ricavato fu utilizzato per costruire un ospedale in Sierra Leone). Percorrendo Via del Campo fino alla fine, si arriva a Porta di Vacca, che era appunto una delle porte di accesso alla città medioevale.
Romanengo Pietro fu Stefano; Caffè degli Orefici
Via Sozziglia 74/76R; Via degli Orefici 4R
Links
www.romanengo.com
www.centrostoricogenov a.it
www.giannitassio-viade lcampo.it
Usciti da Porta di Vacca, girate subito a sinistra e vi ritroverete nella trafficatissima Via Gramsci: è la strada più veloce per giungere al porto antico. Giunti nei pressi del Porto Antico, dove ora è più facile incontrare orde di turisti che marinai (da Creuza de Ma: " Umbre de muri muri de mainé, dunde ne vegnì duve l'è ch'ane" tradotto: "Ombre di facce, facce di marinai, da dove venite, dov'è che andate") potete decidervi di fermarvi a pranzare in uno dei molti locali spartani e caratteristici ed è lo stesso De Andrè a suggerirvi un possibile menù: "E a 'stè panse veue cose che daià, cose da beive, cose da mangia, frittua de pigneu giancu de Purtufin..." (da "Creuza de Ma": traduzione " E a queste pance vuote cosa gli darà, cose da bere cose da mangiare, frittura di pesciolini, bianco di Portofino...). Un'alternativa più glamour ma di qualità è il ristorante "I tre merli" al Porto antico: davvero ottimo e vista incantevole. Dopo essersi saziati una bella passeggiata all'interno del Porto è qual che ci vuole...ma se proprio si è stanchi ci si può sedere su una delle tante panchine all'ombra delle palme. Degni di nota (e, se avete tempo, di una visita) sono l'Acquario di Genova e la Bolla di Renzo Piano
I tre merli
Porto antico, palazzina Millo
0102464416
E' giunta l'ora di riavviarsi verso il parcheggio o la stazione, ma non senza godere ancora per un pò dell'aria caratteristica della Genova antica. Da piazza della Raibetta poseguite fino a che non troverete sulla sinistra Via Caprettari. Percorretela tutta e proseguite in Via di Canneto Lungo fino ad incrociare Vico delle Erbe; a quel punto girate a destra e dopo pochi passi vi troverete nella famosa e incantevole Piazza delle Erbe. Anticamente era il luogo dove si teneva il mercato ortofrutticolo di quartiere; oggi è una delle parti più vive dell'intero centro storico. Moltissimi sono i locali (uno di questi è il "Caffè Latino")dove,a prezzi modici, si possono gustare ottimi aperitivi, chiacchierando in compagnia, ammirando le facciate dei caratteristici palazzi e perdendosi ad osservare l'incessante via vai dei giovani che sempre più hanno eletto questo posto a luogo di incontro. Chi preferisse invece rinfrescarsi con un buon gelato, può farlo alla "Cremeria delle Erbe": i tipici gusti "genovesi" sono la "panera" (semifreddo al caffè) ed il "pacciugo". Dopo di che, ripercorrendo a ritroso il vico delle erbe, tornate al punto di partenza, ovvero Piazza Matteotti davanti a Palazzo Ducale, e potete dirigervi di nuovo verso la macchina o verso i treni..."con quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così, che abbiamo noi che abbiamo visto Genova" (P.Conte).
Cremeria delle Erbe; Caffè Latino
Piazza delle Erbe